L’ultima lacrima

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un affettuoso saluto (Marcella Usai)
Versi molto profondi. (Ausilia Giordano)
Congratulazioni. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)
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Mi colpisce come descrivi la fine di un amore non con rabbia o dolore violento, ma come qualcosa che si spegne piano, quasi con dolcezza. È una tristezza composta, silenziosa, che arriva come un congedo inevitabile. Le immagini del “lume fioco”, dell’“ultimo sorso” e del “velo bianco” rendono molto bene l’idea di qualcosa che non esplode, ma si consuma lentamente. C’è tanta tenerezza in questa resa quieta, e quell’“ultima lacrima” finale lascia una sensazione di pace, anche se velata di nostalgia. Davvero intensa e sentita 🤍
Testo strutturato in cinque strofe di quartine in endecasillabi con ritmo alternato ripetuto ABAB dalla prima alla quarta strofa, mentre nella quinta strofa vi è la variazione alternata: ACAD. E’ la fine di un amore e scivola quasi quiete nell’anima della protagonista, che saggiamente cerca di resistere all’affranto e di affrontare la pena con razionalità. La tristezza viene vissuta con pacatezza, anche se dentro lo spirito si strugge in silenzio. La "questione" amorosa si chiude dentro e fuori, poiché il "rumore" dello strazio è bloccato dal coraggio della poetessa che, pur se sbigottita, resta forte. Complimenti alla poetessa.
Poesia di addio trattenuto e dolcissimo, quasi crepuscolare. Non grida il dolore, lo lascia sciogliere piano, tremito salato sulle ciglia, ombra gentile del congedo, lume che muore lento. È una resa quieta, un velo bianco steso sul fuoco spento, un silenzio che si posa infine sul cuore stanco. L’immagine finale, lo sguardo diventato riva deserta con l’ultima lacrima nuda per l’altro, è di una bellezza fragile e tagliente. Elegante e malinconica, molto bella. Elegante, malinconica, dignitosa. Molto bella.



