La parola sulla soglia
Alma Gjini
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Se bastasse il silenzio a rammendare
lo strappo del destino, questo assedio
senza mare - solo corsie d’asfalto
e luce azzurra di schermi accesi -
fermerei il respiro. E col respiro
il passo cieco del tempo che ci insegue.
Vorrei farmi radice sotto il vetro,
materia opaca in questo mondo elettrico,
dove ogni voce si riduce a numero
e cade, senza eco, nelle strade.
Ma il mutismo non è pace - è sottrazione-,
una riga bianca dentro la memoria,
una frattura che non fa rumore.
Scivola tra le dita, senza forma,
mentre restiamo in bilico, in ascolto,
a contare il vuoto dentro i giorni.
Ho cercato l’eterno in un abbraccio breve,
credendo che tacere fosse forza,
mentre fuori il mondo consuma e cancella
ogni traccia, ogni nome pronunciato.
Restiamo chiusi in gusci di memoria,
attraversati da segnali spenti,
raccogliendo sguardi senza volto
nell’ora in cui la luce si consuma.
Forse la tomba non è marmo o pietra,
ma questo trattenere ogni parola,
questo lasciare intatto ciò che urge
una mano che esita e non stringe,
un passo che si ferma prima dell’orma,
una voce che si spegne sulla soglia.
Perché se il labbro tace e il cuore è spento,
resta soltanto ciò che non abbiamo detto
-una parola ferma sulla soglia,
che pesa più del tempo - e non si scioglie...
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L'autore
Alma Gjini
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti cara poetessa (Marcella Usai)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti29 marzo 2026
bellissima poesia versi potenti e allo stesso modo delicati che emozionano e colpiscono al cuore complimenti cara poetessa
Marcella Usai29 marzo 2026
La poesia intensa e dolente di Alma Gjini, tocca quel confine fragile tra silenzio e parola. Si sente il peso di ciò che resta non detto, come se il vero vuoto non fosse l’assenza, ma la rinuncia a esprimersi. Colpisce molto l’idea che il silenzio non guarisca, ma sottragga, lasciando una sospensione carica di nostalgia e possibilità mancate. Molto bella!!


