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Riflessioni 29 marzo 2026 · lettura 2 min · 121 letture

La parola sulla soglia

Alma Gjini 264 poesie pubblicate
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Se bastasse il silenzio a rammendare lo strappo del destino, questo assedio senza mare - solo corsie d’asfalto e luce azzurra di schermi accesi - fermerei il respiro. E col respiro il passo cieco del tempo che ci insegue. Vorrei farmi radice sotto il vetro, materia opaca in questo mondo elettrico, dove ogni voce si riduce a numero e cade, senza eco, nelle strade. Ma il mutismo non è pace - è sottrazione-, una riga bianca dentro la memoria, una frattura che non fa rumore. Scivola tra le dita, senza forma, mentre restiamo in bilico, in ascolto, a contare il vuoto dentro i giorni. Ho cercato l’eterno in un abbraccio breve, credendo che tacere fosse forza, mentre fuori il mondo consuma e cancella ogni traccia, ogni nome pronunciato. Restiamo chiusi in gusci di memoria, attraversati da segnali spenti, raccogliendo sguardi senza volto nell’ora in cui la luce si consuma. Forse la tomba non è marmo o pietra, ma questo trattenere ogni parola, questo lasciare intatto ciò che urge una mano che esita e non stringe, un passo che si ferma prima dell’orma, una voce che si spegne sulla soglia. Perché se il labbro tace e il cuore è spento, resta soltanto ciò che non abbiamo detto -una parola ferma sulla soglia, che pesa più del tempo - e non si scioglie...
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Complimenti cara poetessa (Marcella Usai)

Commenti (2)

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bellissima poesia versi potenti e allo stesso modo delicati che emozionano e colpiscono al cuore complimenti cara poetessa

Marcella Usai29 marzo 2026

La poesia intensa e dolente di Alma Gjini, tocca quel confine fragile tra silenzio e parola. Si sente il peso di ciò che resta non detto, come se il vero vuoto non fosse l’assenza, ma la rinuncia a esprimersi. Colpisce molto l’idea che il silenzio non guarisca, ma sottragga, lasciando una sospensione carica di nostalgia e possibilità mancate. Molto bella!!