La trama del sangue
Alma Gjini
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Passo la seta tra i nervi e le dita,
un punto dopo l’altro, nel buio profondo
non è un disegno, è la mia stessa vita,
mentre mi sfilo dal resto del mondo.
Mi sono stati dati questi giorni di vetro,
giorni di pioggia e di polvere d’oro
non posso scartarli, non torno mai indietro,
mentre incido sulla tela il mio amaro decoro.
L’ago è una scheggia che cerca la strada,
punge la pelle e vi lascia un colore
non m’importa dove la luce cada,
purché resti il segno di questo dolore.
Ricamo le ore, le ombre, i sospiri,
intesso il mio grido nel bianco del lino
tra nodi di ferro e lenti deliri,
disegno il profilo del mio destino.
E resto ferma, col fianco bucato,
mentre l’ultima ora mi strappa il filo
resta nell’aria un gesto incompiuto
e in me un ricamo che sfuma nel filo...
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Alma Gjini
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