Il rammendo cieco
Alma Gjini
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Resta fermo nel fondo del petto,
non forzare la serratura del sangue,
lascia stare i tuoi vecchi rintocchi.
C’è una cucitura che deve far presa,
un lavoro di ago e di filo
dentro il buio di questa scatola d’ossa.
La ferita respira da sola.
Cuore mio guarisci piano,
metti giù la memoria dei colpi,
fatti seme nel cavo delle costole,
custodisci la tua brace.
Tornerà la stagione del salto,
ma stasera riparati sotto la pelle
come una fiamma nel vetro,
mentre impari di nuovo il tuo nome.
©
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti2 giugno 2026
cara Anja mi sei mancata con i tuoi versi profondi ed emozionanti e le tue figure poetiche coinvolgenti complimenti

