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Impressioni 12 giugno 2026 · lettura 2 min · 20 letture

Avevamo il cielo tra le mani

Alma Gjini 244 poesie pubblicate
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C’erano stanze accese dentro il petto, piccoli soli al riparo del vento, e un bene quieto, semplice e perfetto, che respirava piano nel presente, lento. Ma io guardavo oltre la collina, dove il domani luccicava d’oro, una promessa magra e clandestina che mi chiamava come un coro. Correvo e la mia corsa era preghiera, sete vestita a festa sotto il sole, stringevo sabbia credendola bandiera e nominavo “destino” le parole. Ogni passo un addio non dichiarato, ogni stagione un vetro che si incrina, mentre il cuore, rimasto disarmato, restava indietro come casa in rovina. E il miraggio, splendido animale, fuggiva sempre un passo più lontano aveva il volto chiaro dell’ideale e l’ombra lunga della mia mano. Poi l’ho raggiunto, ansante di deserto era lì, finalmente, tra le dita solido, caldo, vivo, certo... come una porta appena schiusa alla vita. Ma dentro quella luce conquistata non c’era il canto atteso nel cammino: era la stessa gioia abbandonata per inseguire un più lucente destino. Ciò che cercavo ardeva già nel petto, era il mio pane, il mio mattino, ma l’ho smarrito passo dopo passo offrendolo in pegno al dio del “più lontano”. Ora so: non era il sogno a mentire, ma il mio correre cieco contro il tempo. Si perde ciò che non si sa custodire, si rompe il cielo se lo si vuole immenso. E la verità nuda, senza gloria mi attende dove il fiato si fa piano non si conquista ciò che è già memoria, non si rincorre ciò che è già tua in mano. Perché il miraggio è figlio della fretta, fiorisce dove il cuore non si ferma e mentre insegui un’alba più perfetta ti muore in casa l’unica lanterna. Così ho imparato, tardi, ma davvero che il tempo non restituisce il dono trasforma in sabbia l’oro più sincero se lo abbandoni per inseguire un suono. E adesso so che il più crudele inganno non è il deserto che ti illude e brucia è avere il cielo intero tra le mani e perderlo correndo verso ciò che pensi sia la sua luce.
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“Avevamo il cielo tra le mani” l’ho scritta in un momento particolare della mia vita, non è solo una poesia ma la consapevolezza dell’istante in cui il fiato si ferma e ciò che cercavi smette di essere altrove... era già pubblicata ma si è persa. Ripropongo

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Alma Gjini
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stupenda poesia (Pierfrancesco Roberti)

Commenti (1)

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Pierfrancesco Roberti13 giugno 2026

bellissima lirica versi intensi e profondi figure emozionanti che colpiscono il lettore complimenti