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Impressioni 16 agosto 2026 · lettura 1 min · 24 letture

Le scale dell’invisibile

Marcella Usai 322 poesie pubblicate
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Nell’ora in cui la terra dormiva di grafite e metallo tu scendevi le scale dell’invisibile con una lanterna fatta di geometria cosmica. Non dipingevi la carne nè la foglia che cade ma la linfa segreta l’equazione d’ambra che tiene insieme le stelle. Un ago di vetro sottile guidava il tuo braccio nell’etere srotolando nastro su nastro le mappe di un cielo ancora non scoperto. Due cigni, un’ala di latte un’ala di pece si avvinghiano nel vortice non per distruggersi ma per fondere la notte nell’alba e fare del mondo un unico immenso altare d’oro. Poi hai riposto la profezia nel legno sigillando i giganti di tela nel silenzio del tempo come un seme nascosto sotto la neve dell’epoca. Sapevi che il tuo secolo aveva la vista corta troppo pesante per camminare sulla luce. E hai aspettato che la farfalla dell’umano uscisse dal suo bozzolo di ferro per posarsi finalmente sulle tue galassie.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Ho scritto questa poesia per rendere omaggio a Hilma af Klint (1862–1944), pioniera svedese dell’arte astratta il cui lavoro ha preceduto i suoi contemporanei. Con questi versi ho voluto guidare chi legge nel suo processo creativo e spirituale: un viaggio oltre la materia verso la geometria sacra dell’universo. Attraverso i suoi simboli — come il dualismo dei cigni e la linfa segreta delle cose — ho dato voce alla sua intuizione profetica: la certezza che il mondo avrebbe compreso le sue galassie di colore solo quando fosse stato pronto a guardare oltre il proprio tempo.

L'autore
Marcella Usai

Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.

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Commenti (1)

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Alberto De Matteis16 agosto 2026

Piace leggere i testi poetici di Marcella Usai, perché gli stessi offrono al lettore spunti di riflessione e approfondimenti. E la poesia "Le scale dell'invisibile" è un omaggio, come è scritto anche nella nota, alla pittrice svedese Hilma af Klint, pioniera nell'ambito dell'astrattismo pittorico. Le immagini, appropriate ed eleganti della Usai, fanno intendere come l'artista Klint miri a rappresentare nelle sue opere ciò che è invisibile, anziché badare a mere astrazioni di forme e colori, in quanto guidata da un ago di vetro sottile nella esplorazione di un cielo ancora non scoperto. Oltremodo significativa è tutta l'arte della pittrice svedese, dove prevalgono simbolismo e spiritualismo e la cui consacrazione è arrivata soltanto di recente, come ha osservato l'Autrice Usai con un'immagine attinente e suggestiva. Complimenti con elogio e plauso sinceri.