Le cinque del mattino
Ritmico
Il respiro affannoso
Del mio cane in stand -by
Taglia il silenzio
Verde di persiane
profumate di caffè.
Gli scempi della cena
Reclamano l'ultima dimora
chiedendo, infine,
meritata pace
In una pattumiera.
Appiattita sul divano
Sogghigno al nuovo giorno
Godendomi il denso sapore
Del mattino dei fornai.
Certo che se il pendolo
Avesse un cervello
Adesso smetterebbe
Di tintinnar lancette
E agitare catene.
Medito seriamente
Di praticargli
Temporanea eutanasia.
sento su di me
lo sguardo severo
di un Morfeo avvilito
di nuovo abbandonato
dalla sua instancabile
musa.
troppo tardi per dormire
troppo presto per vivere.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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