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Impressioni 23 febbraio 2008 · lettura 1 min · 4382 letture

Bambina smarrita

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Donatella Piras 199 poesie pubblicate
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Guardai dal basso della bicicletta avevo appena tolto le "ruotine" e mi sentivo ormai così importante da dar consigli alle altre piccoline nel cortile della casa popolare in quell'agosto del 64 rumori di stoviglie e pollo fritto da far venire fame a ricordare lenzuola tese, bici arrugginite sabato sera sudato di zanzare ortìca e fiori semplici, zagare, bianche canotte stese ad asciugare E mi perdevo guardandomi le mani addosso ai troppi chili di paura quando ogni volta sussultavo, tesa sui colpi sordi, le grida di mia madre fuggivo allor veloce come il vento ma il mio futuro mi seguiva sempre fino a raggiungere il cancello verde alto, perenne e un po'pericolante piccoli pugni levati verso il cielo, occhi di pece, carboni accesi in mare lacrime calde scendevano copiose "solo tu cancello puoi capire... " Il sibillar del vento rispondeva Con le sue magre dita da pianista ed il suo canto pareva consolante ...unico, muto, amico cigolante
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Quando una bambina scopre che le donne sono fragili e che possono essere indifese come farfalle, che esistono uomini violenti che fanno tanto male, cerca di fuggire e di perdersi per sempre... per non vedere. E' il solo modo che si ha per difendersi, a soli sette anni. La violenza sulle donne è un argomento a me particolarmente caro. Penso che l'indifferenza sia la piaga peggiore ed il più grande nemico della lotta non sempre osata, quasi mai vinta.

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L'autore
Donatella Piras

Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas

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Commenti (2)

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Angela23 febbraio 2008

poesia meravigliosa che comunica un dolore che colpisce tutti forse anche coloro che sembrano indifferenti a questi problemi

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Silvia M27 novembre 2008

Guardarsi le mani come per distogliere l'attenzione ma infondo sapere e capire, e crescere all'improvviso diventando consapevole delle nostre debolezze. Davvero molto bella.