Fiume
Da primigenie piaghe,
celate negli abissi dell’anima,
dagli antichissimi sentieri
cosparsi di rovi insanguinati, che,
ancora troppo tenera,
a piedi nudi percorsi,
dal folto bosco mai
da luce trafitto,
a mille a mille trasudano
piccole stille, salate eppure dolci.
Si rincorrono piccole stille,
pesanti e turgide si rincorrono;
ora son tiepidi rivoli ribelli
e poi fiume, grande e possente fiume.
Scorri fiume, fiume scorri lento
Donami la tua voce genitrice,
sgravami dai mille fardelli,
lava e conforta l’anima mia
da troppe cicatrici deturpata.
Fiume tranquillizzami,
unico forse,
quando nessun altro pare
poter o voler intendere,
Baciami fiume, fiume caldo baciami,
rassicurami fiume,
avvolgente rifocillami,
prezioso e troppo spesso biasimato,
da chi, meschino, non sa o non può
i tuoi servigi pregiar.
Fiume, fiume benedetto
delle lacrime mie.
©
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