...irreversibile declino

in rigidi spazi
le movenze
di ordinario quotidiano,
catene di paure
legano mani,
come ombra che segue
ali colorate
non odono
lamento del grigiore,
d’abitudine
il giorno appare
all’ovvio
ore frammentarie
sbriciolano un andare
solitario
- triste e stanco uomo -
futuro senza storia
estinta è la tua stella...
tempesta irreversibile,
all’orizzonte,
poi quiete ravviverà
il chiarore
domani illuminati esseri
scorgeranno nuove aurore...
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia13 marzo 2008
Poesia dolente, malinconica, perfettamente condivisa; una denuncia, vista il tono, quasi postuma. Molto piaciuta
Rasimaco13 marzo 2008
composizione che ci dona una riflessione molto profonda anche se molto amara, su una società che si avvia alla sua naturale soluzione ma che proprio naturale non é, infatti questa soluzione é voluta dall'uomo stesso unico responsabile di tutto. dalle sue ceneri, come giustamente dice il poeta, dovrebbe ingenerarsi una nuova genia forse illuminata, speranza che si manifesta nella chiusa. Stupenda e condivisa!

