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Amore 20 marzo 2008 · lettura 1 min · 2281 letture

Il questuante

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Ermelinda Maturanzio 32 poesie pubblicate
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Parole, un fluttuare di parole vacue, suadenti ed imploranti, vi piacque propinarmi. Eravate affamato, dicevate, del cibo che sol un cuor negletto può bramare. Questuante più volte, e più volte ancora, imploravate che il mio abbandon non vi portasse a morte. Le mani tendevate, sicché i miei doni potesser ricolmarle di calore. La mia bocca, per inebriar di incanti l`alma, bramavate, per placar la sete che vi ardeva in cuore. Vi nutriste fin quando non vi piacque e quando di essere sazio vi avvedeste, inetto e desto abbandonaste il desco. Vagherete, invano vagherete, per trovar solo rospi e salamandre, unico cibo per voi davvero degno, cartaceo amante dalle braccia corte. Vagherete nell`arido deserto e desco mai più aulento troverete.
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Ermelinda Maturanzio
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