Il questuante
Parole, un fluttuare di parole
vacue, suadenti ed imploranti,
vi piacque propinarmi.
Eravate affamato, dicevate,
del cibo che sol un cuor
negletto può bramare.
Questuante più volte, e
più volte ancora, imploravate
che il mio abbandon non
vi portasse a morte.
Le mani tendevate, sicché i miei doni
potesser ricolmarle di calore.
La mia bocca, per inebriar di incanti
l`alma, bramavate, per placar la sete
che vi ardeva in cuore.
Vi nutriste fin quando non vi piacque
e quando di essere sazio vi avvedeste,
inetto e desto abbandonaste il desco.
Vagherete, invano vagherete,
per trovar solo rospi e salamandre,
unico cibo per voi davvero degno,
cartaceo amante dalle braccia corte.
Vagherete nell`arido deserto
e desco mai più aulento troverete.
©
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