Il volo
L’eterno canto di Sirene incatenate
permea il meriggio afoso e lo stordisce.
Stretto un sentiero di aspri e duri sassi
Ignuda pesto con elegante lena.
Davanti a me si para una ginestra,
enorme, maestosa e in ver che incanta,
profumo che le nari avvolge e strue,
luteo color del sol che gli occhi invade.
Il passo non demorde saltellante e fiero,
guadagna il piè assolate rocce, e rocce ancora.
tra arbusti ed anfratti arsi sola cammino
e solo in me confido, carezzando dell’anima le voci.
In un battito d’ali alzo lo sguardo,
in fondo a un precipizio tempestoso ed immane,
furoreggia il mare e gli scogli logora mai pago.
La sua voce mi chiama e mi conturba.
Piccoli passi, ora, e tutta in quella vision mi perdo.
Piccoli passi ed ecco, farfalla, spicco il volo.
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