Ad vitam revòco (risuscitare)
Quando tangi la soglia di quel luogo
in visita,
gli occhi sofferenti sono già gonfi
in un sussurro di dolore.
La vita in quel momento
si lega ai pensieri preteriti delle persone,
senza più corpi mortali da cingere.
D’incanto, la sua trasmutazione
è un giaciglio di sogni
celati dallo scorrere vitale
del tempo in cui erano.
Le immagini confuse
invadono lo spazio dei pensieri
mentre il tempo, veloce,
oscura la bellezza della vita perduta.
La frenesia di vivere
abbandona lo stesso esistere,
esplorando tra il rimpianto
del non vissuto.
D’improvviso quel deserto
ubriaca la sofferenza
in un silenzioso lago di trascorsi attimi
nell'”essere” rifugiati.
Quando i passi risuonano cupi
alle spalle del passato,
sopravvive il rammarico
di non poter gridare il perduto amore.
Sarò pronto
-ad vitam revòco-
i momenti felici,
fino a quando il vento cesserà di uscire
dalla labbra
per brillare nei ricordi futuri dei cari.
©
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