A mio fratello
Osservo il mostro della mia impotenza
stampato nella mimica del suo volto sofferente.
L’attesa espande la paura
nei singhiozzi e nelle lacrime perse.
Gli sbalzi di pressione
rendono insonni le lunghe notti di speranza
nel divenire il loro stesso epilogo;
l’alba sveglierà gli incubi notturni
per rendere reale
tutto ciò che era imprigionato nelle sensazioni.
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Commenti (1)
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Franca Canfora1 aprile 2008
L'attesa, la paura, e soprattutto il senso di smarrimento per non poter far nulla, che prende alla gola, e risucchia come immenso gorgo. Versi tristi e condivisi, che ben delineano il dolore dell'autore.