Amore rubato
Era già Aprile
tempo d’amore e di fiori
Mario guardava ingordo
La ragazza seduta davanti.
Occhi cerbiatti e scuri
Penetravano stoffe
E pensieri
alle 2, 30 di ieri.
La ragazza nicchiava sorniona
la sua giovane carne
da troppo inviolata
sul metrò delle sei
sussultava, scuoteva,
dolcemente emanava
profumo di sé.
Mario è sceso alle tre
Di quel giorno normale
L’ha seguita soltanto...
...neppure un lamento
Laggiù, in fondo alle scale
La mano sul volto, le mani a cercare...
Sorpresa e sgomento,
liberarsi e godere
di qualcosa di nuovo,
misterioso, rubato.
Alla fine turbato, appagato, stupito...
perché Mario non poteva sapere
Che la giovane donna
Si chiamava Michele.
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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