Violoncellista
Stridono le corde di un vecchio violoncello,
riempiono la piazza triste note antiche…
Lui è seduto sulle scale della chiesa, le persone sono a casa
hanno finito di pranzare……..
al centro della piazza dei bambini danno calci ad un pallone,
costruito per il caso con degli stracci e della carta……
loro sono i figli della meccanizzazione,
i loro padri sono partiti
per un viaggio senza ritorno………
Da tanti giorni non mangia, si nutre solo di canzoni,
che ogni giorno diventano…..
sempre più stonate
Nessuno sa da dove è venuto
è un musicista pazzo una specie di barbone…….
Nei suoi occhi si legge…….. tenerezza, vecchie pazzie e antichi timori……
Sotto il naso sempre si disegna uno strano sorriso…..
che muore e si rinnova……
Quando i ragazzi gli chiedono……
che fai, perché non resti, da dove sei venuto…..
Si riprende lo strumento e li saluta con la mano……
Per un po’ con gli occhi lo seguono stupiti..
poi scompare, dietro l’angolo del vecchio monastero
Un altro giorno è passato…….
il sole sta calando, dalla terrazza a mare si vede……
un gabbiano che gli corre incontro………
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