Preghiera dell'uomo semplice
L’insorger del pacifico e del mite
desta timore e scuote l’attenzione
adesso loro alzano la voce
riempendo l'aria di un silenzio grave.
E gira, questo mondo ormai malato
come una rossa mela, rosicchiato
da bruchi che lo rodono d’interno
mentre da fuori sembra tutto calmo.
Confini rossi segnati con il sangue
genti che corron come fiume in piena,
tonache scese in piazza a protestare
e formano una fascia di colore.
E tu, da sopra vedi tutto uguale
ma se scendessi a terra ci diresti
che parte è bene, il resto è invece male
camuffato, sotto mentite vesti.
Il falsator cortese ci sorride
ma la fiaccola che la speranza accende
è costretta a viaggiare sopra un bus...
trema e si spegne, come se piovesse
e il mondo tutto, il fiato ormai sospende.
Cadono come cervi al cacciatore
queste persone che diedero la vita
a un ideale, un diritto elementare,
come Pertini, il Papa e Indira Gandhi.
Dicci, o Signore, Buddha, oppur Maria,
Geova o come chiamarti noi si voglia...
Cosa dobbiamo far per dar futuro
a questo nostro amor che non germoglia.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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