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Cronaca 15 aprile 2008 · lettura 1 min · 4555 letture

...morte di un popolo

N
Nicomar 309 poesie pubblicate
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dura pioggia cadrà su sagome sfiancate menti paralizzate, l’orizzonte ha chiuso le porte, albe oscure sono pronte a spuntare, tanti cuori si rallegrano sazi domani cadranno trafitti, pugno nero schiaccerà ogni voce scippando giustizia sociale, si completa il disegno, morte di un popolo plurale...
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Riflessioni sul risultato delle elezioni politiche

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Commenti (5)

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Leaf15 aprile 2008

Un'amara considerazione dettata da un'amara realtà... Trionfa la sconfitta di un sogno, che, come tale, non va abbandonato, anzi nutrito e accudito, con la lucidità. Al di là della riflessione politica, che come ”entità sociale” mi sento di condividere, poeticamente plaudo.

M
Massimo Chiusi15 aprile 2008

io non mi sento per nulla morto anzi direi rinato!! poesia che prende come tutta la politica nel dibattito e ce ne vorrebbero delle ore per condividere o non questo scritto. per chi si sente perduto c'è sempre uno che gioisce!

Mirella Crapanzano15 aprile 2008

Cadono idee di libertà, di sogni e di battaglie... siamo prigionieri del vuoto.. quale incredibile profezia, quella di Orwell... prigionieri dell'immagine e della pubblicità, di falsi ideali... questo è il popolo della schiavitù... molto condivisa la tua poesia...

Paolo Ursaia15 aprile 2008

Al di là dell'idea politica d'ognuno, poesia elegante e raffinata, che esprime un punto di vista in maniera efficace.

G
Gian Franco Dandrea18 aprile 2008

Questa è una poesia di parte, che quindi non tiene conto della pluralità di un popolo. Bisognerebbe essere equilibrati quando, in poesia, ci si esprime pubblicamente, altrimenti portiamo la faziosità in splendidi ambienti, come questo sito, e non mi sembra che sia necessario.