E mi addormento nell'infinito.
Sono sceso nel prato,
sulla terra brulla campagnola
aspettando il nuovo giorno
nel bisbiglio della notte.
I salici piangono nell’acqua del fiume,
le stelle lucciolano nel letto di cielo
e l’inverno sembra dare tregua
disteso sui suoi lunghi veli
sollevati dal bacio del vento.
Nei prati si odono grilli
cantare sereni una romanza,
la terra sgualcita sospira
e un piccolo fremito d’ali
annuncia un canto di ninfee d’oro.
Invoco oggi il tuo giorno
pallida primavera
che rumoreggi tra le chiome,
dolce sussurro del rinascere
annuncio del tuo arrivo.
Ti attendo,
come un cavaliere la sua regina,
per distendermi
nella tua culla di vita.
Cielo, amore, libertà
in una visione di pace
e mi addormento nell’infinito:
un sogno da povero folle
che si scioglie come neve al sole.
Giungi a rifiorire i prati
tra i colori della notte
mentre l’inverno plachi
disteso sui suoi veli.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
O
Orma Detruria19 aprile 2008
nella primavera, ad ogni età, ci si desta e in sintonia con le nostre giovani piante, con gli uccelli che preparano i nidi, con le api che baciano i fiori, riprende armoniosa l'esistenza, un soffio profumato di speranza accompagna il nascere della nuova vita, anche in noi stessi.