Dal Basso
Che mondo gigante
Adagiata all'ombra del mio fiore
Lasciare che un'ape si posi
Sentirne il vigoroso rumore
Inebriarsi dei profumi
Mai così definiti
Mai così sicuri
Per queste distratte narici
Se è un'equazione
Io sono l'errore
Rimasta immune al processo
Ape –aeroplano
Petalo- pianeta
Un rock dura una vita
E correre tra steli di margherite
Non voler vedere il giorno in cui saranno appassite
Che mondo gigante
Da vivere in un fiato
E non pensare al piede
Sotto cui dire l'addio
Ma legarsi alla rugiada
Bagnarsi in lacrime di fata
Vedere l'arcobaleno
Nella scia di una lumaca
E la sera in un natural night
Alla luce delle lucciole
Per il concerto della coppia più amata
Grillo e cicala
E litigare con le stagioni
Che a scandirmi non siete voi
Ma l'equazione per cui a guardarvi
Oggi dal petalo di margherita
Sono io formica.
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Commenti (1)
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Alessandro Castellarin23 aprile 2008
Noi viviamo in un mondo di fantasie e illusioni. Il nostro compito più arduo è trovare la realtà. Bellissima lirica. Immagini fantastiche!
