Erano sogni
Quando è successo, dimmi,
e come?
la magia è diventata ossessione
soffocanti catene?
Erano giorni e notti senza tempo
senza scarpe consumate di strade
sotto stelle diverse
e come noi, lontane.
Erano sogni
intatti come gigli...
Carezze disegnate
e mai strappate
con un gemito di piacere o dolore.
La nostalgia rende la tenerezza
anche ai gesti distratti
Ipocrisia degli alibi banali.
Annoiata amarezza.
Come si riesce ad essere nemici
senza aver mai dichiarato guerra...
ostaggi dell'assenza?
Eri il regalo di un presente avaro
che si trasfigurava nell’eterno
un viaggio senza treni
distante dall’inverno...
esplosione di vita
e poi... il silenzio
a ricoprire come una tomba il cuore
e quel male
sottile
a estirpare parole
e disgregare a morsi la vendetta
in infinite
misere
rovine.
Incredule ferite.
E ora, guarda... Non è normale
che nell'indifferenza e nell'amore
ci sia lo stesso senso di sconfitta?
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (1)
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L Falchero26 aprile 2008
poesia ”potente”.. ricca di forza, senza fronzoli, esprime l'amore e la rabbia, lo sconcerto vissuto e sembra comunque aprirsi ad un'altra possibilità, a una ricostruzione di quanto è stato distrutto, perché ne riconosce ancora il grande valore e ”il trasfigurarsi nell'eterno”

