Ode al bruco
Rivoluzione dell’aratro
Potere assassino
Morte degli insetti all’imbrunire
D’una sera come tante.
Anticrittogamici nell’aere
E bruchi a scavar tombe più profonde.
Uccisi e falcidiati
Diversità levigate
Da sapone industriale.
Dove sei poeta?
Tu che dall’alto del monte osservi,
a te ch’è concesso il dono della parola.
Dove sei artista del concerto
Musica a trasmettere emozioni
E contenuti d’eloquenza.
Dove siete tutte quante
Menti solerti della vita?
Anche voi a sparger concime
Perché cresca l’erba del re.
Sul suolo arido il contadino
Conosce il beneficio del bruco
E lo accarezza senza morderlo.
La zappa
Può duplicarne la forza.
La chimica
l’uccide per sempre.
Operano contro vento
Rimasugli terrestri
Genti alla deriva
Margini d’una società assassina
Mentre altrove edulcorano rituali
Impazzanti alla sera.
E tu, Creatura dell’universo
Montagna dell’infinito
Piccolo insetto tumefatto
Resisti in questo letargo
In quest’atmosfera insalubre
Finché il poeta
Vittima e carnefice egli stesso
Non riprenda in mano la sua commedia
E la renda nuovamente divina.
©
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Commenti (1)
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C
Close11 maggio 2008
la dignità è umana.. elevarla ad attributo escusivo l'origine di tutti i mali... l'origine dell'indifferenza.. inclinazione spontanea di una società criminale.. complice.. da cui nessuno è escuso... nemmeno i poeti.. bellissima poesia.