Alla tristezza di un'amica
Tecnologie avanzate
ancora nulla possono
per le crepe dell'anima.
Ti smagriscono
infusi miracolosi,
purulente piaghe nel cuore
permangono nel tempo, immutabili.
Uomini evoluti ed emancipati
si aggrappano,
sempre più barcollanti,
al proprio ego spiegazzato,
ma senza un
”Come stai? ” sincero,
sbattono il muso
contro lo spesso vetro
della propria solitudine...
”Vediamoci...! ”
”Sentiamoci...! ”
e già la vita è meno aspra,
il domani più possibile,
l'oggi meno opprimente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
Tutte le opere →
L'autore
primaverello
tra varie amenità sconcertanti la vita ogni tanto ti presenta il conto...ti guardi nelle tasche....cerchi....e ti accorgi,tra stupore e sbigottimento,ti avere delle vecchie lire...ricordi?....non valgon più nulla......
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marisol5814 maggio 2008
Basterebbe veramente poco per andare verso l'altro ma si è sempre troppo presi da mille cose da fare e quasi anche per se stessi non si trova il tempo per guardarsi dentro. Bellissimi versi.
Clelia Maria Parente21 maggio 2008
molto sentiti questi versi di solitudine dove l'autore parla di un rapporto vissuto con persone solo attraverso uno schermo e una tastiera, poi una volta chiuso tutto ci si ritrova ancora soli. Piaciuta la chiusa, si presenta come un invito a non sentrsi meno soli anche solo digitandolo.

