...popolo fortunato

come nell’ultima cena
restano solo briciole tradite
inchiodate al muro,
facce sorridenti
di figure ambigue,
offrono vino allucinato
stanotte uomini scambiano
falso onore...
squallida l’esistenza
senza telefono da mostrare
e un navigatore satellitare
a cui chiedere risposte...
incollano scarpe e borse
i bambini scalzi
esseri lontani, razze primitive
siamo un popolo fortunato,
carte truccate in tasca
e visioni telecomandate
illude ricchezza d’altri
vip in ascensore
insieme a santi ed eroi
i nostri esclusivi amici
digitali pixel a colori
popolo fortunato il nostro,
spettatori paganti
accatastati in alveari ottusi,
materia prima
per i sondaggisti...
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Commenti (1)
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Mirella Crapanzano14 maggio 2008
Popolo fortunato il nostro... versi di grande amarezza e ironia, spettatori siamo di un mondo finto e cortocircuitato da noi stessi, dalle parodie tecnologiche che ci fanno credere di essere una civiltà evoluta e invece siamo figli di una decadenza ottusa, di un mondo senza più tradizioni, e gesti e sogni e antica arte da tramandare... bellissima e condivisa poesia
