Ospedale infantile
Se puoi,
senza frenesia,
nel giorno di Natale,
manda un tuo sguardo
dietro al freddo vetro
che divide la tua libertà dal loro sogno
Osserva fuori
il silenzio colorato della natura;
vedi gli alberi l'erba
e tutto intorno immobile,
come da sempre il mondo.
Nel giorno di Natale
tristi al lavoro, occorre andare
senza pensare a chi lo è da sempre
e dentro, ora e per sempre c'è.
Pensiamo all’ ora di solitudine,
perché è Natale,
mentre fuori i colori
sono lì da sempre;
maestosi i pini e gli abeti
per bellezza piantati,
non lamentano la solitudine.
Loro contenti, di tanto in tanto,
di un merlo che punge i germogli
o di un fringuello che canta l’ amore
e tante altre ne potrebbero raccontare.
Ne hanno viste di cotte e di crude
passare e finire,
nel loro immobile silenzio.
Più antichi del più antico uomo
aspettano l'ultimo giorno,
servito da un taglio,
o da un colpo di vento
più forte in quel momento;
ma è sempre uguale
sia uomo o natura,
sempre di vita stiamo a parlare.
©
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Commenti (1)
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Osvaldo Spizzirri20 maggio 2008
la solitudine di essere prigionieri in quelle mura dolci fanciulli madri in apprensione ho fatto il reparto di pediatria dell'ospedale di Cosenza e di sofferenza e pianti per sei mesi ne ho visti parecchi bambini con malattie terminali che chiedevono solo amore ed affetto mi venivano dietro dicendomi voglio fare pure io l'elettricista e che ben volentieri in quei corridoi me li portavavo dietro. all'ora di pranzo venivano a pranzare con noi portando le loro minestrine erano i bimbi piu felici del mondo il primario della divisione mi ha detto sti lavori non potrebbero continare in eterno siete la felicità dei miei bambini mi sono portato pure un libro di favole che leggevo loro anche dopo l'orario di lavoro...!