L’oggi sa di ieri
Osservo il vetro, freddo,
gli occhi fuggono fuori:
il nero, non lascia trapelare nulla,
i pensieri balbettano le immagini.
Voci dalla strada,
gatti che piangono l’amore,
rombo delle auto
fuggire verso il desiderio.
Tutto passa,
dicono che non torna,
mentre i passi invertono la marcia.
Uno sguardo ancora al vetro
il buio è troppo nero,
allungo la mano
il buio diventa luce.
Ora vedo, osservo,
monotonia del paesaggio,
visto e rivisto,
il futuro appiattito nelle scelte.
Occorre scrollare le spalle
all’oggi che sa di ieri,
per rimettersi in gioco,
respirare aria fresca
rompere il vissuto,
codardia della stabilità.
Finestra infame,
chiudi la persiana, era meglio
meglio era sognare nel buio più nero
e con il risveglio nuova voglia di ripartire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Pennino21 maggio 2008
Il tempo, effimera sensazione di certezza. Ciò che è adesso, girandosi è gia passato. Molto ben scritta.