Sbiadire la luce
Serena notte stellata
compagna di sempre
della dolcezza maligna
nei sogni dimenticati.
Canto di grilli
e di pace illuminata,
meticcia d’improvviso
di sofferenza e passione
nasci dalla serenità e dal rimpianto.
Pennellata di malinconia,
sbiadisci la luce dell’umanità
mentre le voci soffocate dal buio,
brontolano contrarie
violenza e pace,
sogni e rancori,
vita e morte.
Inebri la terra
nel tuo abbraccio mortale
invadendo di stanchezza
speranza e amore
mentre lentamente,
di sonno avvolgi la coscienza.
Infine sfumi
tra lame di luci e sciabole dorate
soddisfatta del tuo compito ambiguo,
domani al tuo ritorno
nuova vita cadrà vittima
ammaliata dall’eco notturno.
©
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Commenti (1)
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Phersu25 maggio 2008
Bella poesia dedicata all'ambiguità della notte, apportatrice di serenità e dolore, di pace e dèmoni. Nelle tenebre anche la vita sembra spegnersi, naufragando nei sogni, nel mare dei ricordi. Dopo le tenebre, nuova luce risorge, un caffè ed il nuovo giorno aspetta.