La fontana del paese
Vengo spesso al crocicchio di questo paese montano,
dove l'aria è salutare e mi disseto con l'acqua di fontana.
Come un appuntamento con qualcosa che m'attira,
mi abbracciano i ricordi come un figlio che ritorna.
Tu sei stata attenta al passaggio della storia,
hai dissetato chiunque era stanco
di essere figlio di una guerra.
Tu hai sopportato i lamenti,
hai consolato i loro pianti,
e chiunque beve alla tua fonte,
se ne và con meno rimpianti.
Non è che mi pesa, la salita del paese,
lasciami dissetare,
qualcosa mi dice che un vento d'amore,
se la vita non è ancora spesa,
incontra il sole a un appuntamento superiore.
Hai visto nascere ogni cosa dal vento di passione,
e i figli son cresciuti per i sogni della nazione.
Ambulanti, pionieri, dottori e infermieri,
tutti da te, ad una pausa, alla fermata di corriera.
Ma tu che dai la vita a chi và sempre di corsa,
tu che non hai mai pianto perché non hai sesso,
dimmi se non soffri, se non ci pensi adesso,
o se sei mai stata stanca.
Dimmi se sei stata mai ammalata,
se hai sorriso ad un bimbo sporco di cioccolata.
Se hai visto passare il vento di ponente,
o la pioggia battente dissetarsi alla tua fonte.
Un giorno, un passero smarrito ha lenito le tue ferite,
asciugando i rigagnoli di ghiaccio sulla tua fronte.
Con un cucciolo di cane poi si è divertito,
e li ho visti fuggire all'orizzonte.
Poi ti ho vista tremare nei discorsi fugaci,
quando volevano abbatterti per un autostrada veloce.
Ma sei sempre stata quì, a dissetare in questo campo,
e a chiunque, in ogni tempo, hai sempre acceso un lampo.
E adesso che ci penso, non è che mi sento smarrito,
vederti ogni tanto mi fa sentire appagato.
Vengo quì e non mi lamento,
e mi sa che è con te che ho questo appuntamento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!