Anna
Un gratta e vinci consumato
parlava della tua speranza,
una nuova esistenza nascosta
nel sogno di un’ alba nuova.
Lo stringevi nella mano
con la rabbia
di chi vuole cambiare
panni laceri.
La tua disperazione
uccideva il tuo stesso dolore,
la tua astinenza era persa
come la tua vita.
Ti sentivi diversa,
ti sentivi grande,
hai acquistato il tuo biglietto nuovo
e sei partita per il viaggio.
Per te non era quello buono,
il tuo gratta e vinci
era stato scelto dal caso
e riportava scritto “non hai vinto”.
Avresti dovuto gettarlo,
quando lo hai letto
con gli occhi ancora di bambina
ma la tua caparbietà
ti ha reso sicura che saresti riuscita
a barattarlo con Dio.
Così non è stato.
Ti hanno trovata sulla strada,
una notte buia,
abbandonata persino dalla luna.
Pregavi sanguinando
rammarico vermiglio
ed il tuo dito scivolava
sopra il laccio emostatico,
senza più la forza di allentarlo,
quella forza che ti ha ucciso.
Anna, compagna di corso
Agosto 1985
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