La morte degli alberi
Cadono i legni umiliati
sotto i colpi d'asce assestati
e sanguinano linfa,
di un pianto che si perde
nella mera soddisfazione
di un ruscello che li conduce
nell'ultimo viaggio.
E le foglie che aprono porte di solitudine
nella lenta agonia delle ferite
lucidano notti e riflessi
sui minerali e sui faggi.
Il loro domani non sarà più lo stesso,
e vana sarà la loro morte per un pezzo di carta.
Ibridi si scioglieranno al vento
e bruceranno al fuoco di un tormento.
Le loro ombre faranno dispetti alla luna
nella notte dei misteri e nei suoi profumi
Andrea Iaia
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L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
Commenti (1)
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Mirella Crapanzano5 giugno 2008
Ho trovato bellissima questa poesia che descrive con tristezza l'abbattimento di alberi, destinati a diventare carta... risuona forte dentro me, perché so quanto è vivo, più di quanto immaginiamo, un albero... e invece, continuiamo a farne scempio, indiscriminatamente e impunemente...
