Dissètami cielo
Mi lascio baciare dal cielo
per perdermi nel respiro della vita
e toccare quegli ibridi momenti
in cui il fiele si rompe tra le dita.
E mi lascio accarezzare
dalla mano gentile dell'aria
che sa darmi respiro
nelle albe di un nuovo giorno.
Dove ogni volta ritorno
a solcare una terra
dai mille profumi e tanti contorni.
Dove ogni volta sogno,
un vestito sincero
e lacrime pure
di linfa leggera.
Dissètami cielo,
con la tua acqua pura,
come sono le parole
che rompono gli incantesimi del dolore.
Voglio lasciarmi bagnare la gola
nel suono delicato della pioggia,
affinché l'arsura sciolga i sorrisi intappolati.
Perché ogni volta che sale l'odore della terra,
delle radici e dell'erba,
delle foglie e del mare,
si schiude il limbo del tempo
e il mio cuore torna ancora ad amare.
©
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L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
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