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Riflessioni 21 giugno 2008 · lettura 1 min · 2036 letture

Stati di turbamento

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Stati di turbamento... A volte è soltanto un accento nel rito più antico del mondo: sognare senza pensare al risveglio. Non voglio legarmi le mani subire i pensieri e chiudere gli occhi, soltanto. No, voglio volare cadere e rialzarmi provare a trovarmi nei posti più scuri accendere luci. e nuovi sorrisi. Non so se rimanga, diafano, un pezzo di sole tra muri sbrecciati e paure non so se le mani si aprano a lisciare le pieghe del cuore svuotare le tasche cucite pesanti di mete sfuggite. e biglietti scaduti... Tramonti perduti a inseguire miraggi d’amore e abbagli del tempo, diabolici paradisi, specchio che non mi assomiglia. Ma voglio giocare alla ladra di stelle vestire di cielo la pelle sputare il veleno ingoiato ballare fino al mattino truccata da figlia del vento. Curare il rimpianto con qualche peccato e ingannare il destino...
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L'autore
Leaf

Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo

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Commenti (2)

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L Falchero6 luglio 2008

stupenda poesia, quasi una danza incontro alla speranza di risollevarsi, di ritrovare una luce, una stella, come se fosse un gioco, un peccato benefico. Alcuni spunti hanno una grazia davvero incredibile.

Arcangelo Galante15 dicembre 2011

Leggendo questi versi, percepisco un velo di malinconia appoggiato sugli occhi dell'autrice per quei "tramonti perduti" e che rimpiange quasi non potesse più vederli. Certamente dovevano essere così meravigliosamente belli fino al punto da suscitare nostalgia e anche un senso di effimero, al solo ricordo. A parer mio, tutto questo, ha ispirato la lirica. Bella per davvero e letta volentieri.