Stati di turbamento
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (2)
stupenda poesia, quasi una danza incontro alla speranza di risollevarsi, di ritrovare una luce, una stella, come se fosse un gioco, un peccato benefico. Alcuni spunti hanno una grazia davvero incredibile.
Leggendo questi versi, percepisco un velo di malinconia appoggiato sugli occhi dell'autrice per quei "tramonti perduti" e che rimpiange quasi non potesse più vederli. Certamente dovevano essere così meravigliosamente belli fino al punto da suscitare nostalgia e anche un senso di effimero, al solo ricordo. A parer mio, tutto questo, ha ispirato la lirica. Bella per davvero e letta volentieri.


