Amanti
Tu dimmi che non ascolti
la fonte delle lacrime,
quando la flebile voce dei sussurri
muta nell'ombra della notte.
Il silenzio brucia,
nella melodia delle stelle,
e beve l'amore sulla tenera pelle.
E noi amanti sfiniti,
sotto un cielo senza confini,
ci perdiamo abbracciati
come teneri bambini.
Il brindisi della notte
si scioglie in un calice d'argento
nella malvasia d'agosto,
dove dolci sono i sentimenti
che inebriano gli occhi
assetati di sangue.
Siamo amanti perduti
nel roveto d'amore,
che non si scompongono
se si fanno del male.
Amanti accerchiati
dal pianto e dolore,
dove la spinta del corpo
s'innalza e poi muore.
Dolce suono è l'incanto
di cristalli disciolti,
di baci e di semi dispersi
sul fragile corpo.
Siamo amanti dannati,
amanti perduti,
ma nelle braccia del mondo
siamo amanti sfiancati.
©
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L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
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