Una vita ingombrante
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (4)
Empatica, umanizzata, cronaca di un abbandono ad incrementare croci su asfalti roventi di vacanza. Poesia che si legge col groppo in gola e nello sguardo altro innocente sguardo colpevole solo di troppo amore e dipendenza affettuosa anche solo per ineluttabili propri bisogni primari. E' poesia rimarchevole per linguaggio, tono, stile e forma. E' poesia per l'emozione che colpisce come un pugno allo stomaco. E' poesia. Punto. Chi abbandona amici fedeli non merita alcuna amicizia anche nel così detto consorzio civile umano. Applaudo, Marina!
questa poesia è espressione della vera essenza dell'amore per gli animali nostri compagni di vita molto più che l'umana gente! Poesia che entra dritta al cuore dando un ougno allo stomaco, tanto è vera e profonda... ”ti lasciavi alle spalle la mia vita ingombrante senza un rimpianto”... ”inseguendo l'amore e incominciavo a morire lentamente” Questa poesia dovrebbe es serre affissa in ogni possibile spazio della terra! è meravigliosa!
Versi improntati ad una sofferta sensibilità che purtroppo non è di tutti così come non è di tutti il saperlo esprimere come tu fai. Ancora una volta,
... mi chiedo cosa è per te questo richiamo all'"asfalto". Con quanta sofferenza lo pronunci. Anche "oltre l'arcobaleno", ho sentito questo strazio. Bellissima poesia.


