Ma questa è un’altra storia
A ripristino e ad onor del fatto,
mi spensi e forse d’un poco domato
m’accorsi, distratto, discosto e assente.
Ora cari amici, che di nulla figura,
non mi conoscete e poco capite
m’animo al vostro silenzio e plaudo.
Vedete, di strani fatti serviti m’addoloro,
di lontani duelli e spade mi chiarirei,
all’alba di foschie, tra padrini e valentuomini.
Ma dopo l’ira il tutto si calma e il cuore pure,
si spengono vene e la pelle cessa di usare
riapri gli occhi e spacchi forzati sorrisi.
Non fate caso a me, tutto passa e s’infila,
è solo il cieco bisogno di stupirsi ancora
e il sorprendermi or m’appaga.
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