Privata senectus
Le rane gracidano stasera
La tempesta è già passata
E adesso dilaga il sereno.
Parlami di come questa vita,
sfuggita in rivoli tra le dita
sia ordito con bave di vento
per un immenso rosso telaio.
Raccontami i tuoi anni felici,
di come diventaste radici
da misere gemme a stento cresciute
tra i colpi del triste mortaio.
La notte col silenzio e il buio
risorgono dal pettine gli spettri
che al mattino trovo sublimati:
due gocce di rugiade nei tuoi occhi.
E quando ho visto le tue gambe
colore del cobalto,
tu subito a rasserenare:
‘Solo le ali servono a volare’.
©
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