Cancro
Sono qui seduta in sala d'attesa,
aspetto responso del camice bianco
m'avvolge calore senza pretesa,
trepida il viso patetico e stanco.
Io non voglio udire tanta funestia
ma l'educato boia arriva via via
e mi sorprendo a pensare da bestia,
quando sputa morte sulla vita mia.
Brandelli di stupore macchiettano
la fronte mia di nera apocalisse,
come vecchio Caronte traghettano
Questa fiamma a serendipica eclisse;
ed ai miei figli spiegherò che adesso
l'Ambrosia non nutre il marcio cipresso.
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Commenti (1)
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G
Gerardo Dadamo11 luglio 2008
Tanto odio descrivono questo male che attanaglia la nostra societa'. Difficile essere nei panni del protagonista che vive un momento di vero sconforto e bisognoso di sicurezza e di forza per andare avanti. coraggio e tanta voglia di vivere. cosi' l'ho letta