...un’altra triste storia
sensi unici affilano le punte
divaricate si adagiano le forme,
corpo arranca in ostica pianura
spiazzato oscilla in multipla figura
seduti in fila in comodi sentieri
si dipanano sentenze senza lumi,
fra gli spigoli scendono bendate
irte lame pronte ad affondare
aldilà dei venti della notte
stenderò barlumi di silenzio,
barriere di corallo all’imbrunire
fanno eco a bande di riviere
senza forza come vulcano spento
poggerò nel sangue lacrime di fango,
cielo pigro in arida frontiera
ha svelato un’altra triste storia
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Commenti (2)
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Rosa Leone10 luglio 2008
societa' malata.. verissimo.. e noi siamo vittime e carnefici, inermi subiamo tanta inaudita violenza.. quand'e' che il genere umano s'accorgera' di tanta barbaria e tornera' sui suoi passi.. poesia toccante.. molto.. e scritta in modo splendido..
Jutta Ruhnke10 luglio 2008
Non posso dire bella visto la storia triste, ma rispecchia il mondo malatto. Vorrei fidarmi, non è più facile.

