La guardia del tempo dei giochi
Salti infuocati
bruciano oggi
teneri piedi
che fuggono nell’ombra
a lenire.
La gioia del bimbo
tutta era lì,
tra il mare e la strada
ed il cielo piangente
riparato nell’ombra.
Un palo infilzava
il ventre di sabbia
spinto
da rude forza di uomo
compiaciuto ammirato.
Il braccio, una nave
che solcava gli oceani
e sui cavalloni,
stringevo l’amore
e poi, sotto
i colori di stoffa vivace
mi trasportava
a giocare.
Piccoli grani, felici
scorrevano
senza parole
tra cucciole mani,
presi e ripresi
tra pale e rastrelli,
stretti e bagnati,
in piccoli stampi
tutto accettavano.
L’ultimo giorno
rimpianto,
un gioco,
ombroso, ponevo
sotto la sabbia,
a custodire il segreto
come guardia del tempo
dei giochi.
Chissa se piccole mani
passeranno
granelli
e ricordi del tempo
lasciati
avranno lo stesso calore
o giaceranno
sotto l’ombrellone
©
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Commenti (1)
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Franca Canfora12 luglio 2008
Tenrissima poesia per ricordare il tempo dei giochi al mare, quasi un racconto, dolce e leggero che ci riporta indietro negli anni dell'infanzia.