...la grande quercia
in qualche tempio la storia si fermerà,
deboli inconsistenti appigli,
girano in spigoli di angolo
fremiti di rovente odio
serro le porte a fragili entusiasmi
i miei valori fuori
da questo inferno,
i bambini sono spariti dai cortili
le stelle non hanno più bagliori
l’indifferenza come brina
avvolge giornate pallide
chiuse al volo di aironi
prospettive amorfe avanzano strisciando
bocche spalancate al vento,
senza più ritegno, falcidiano le attese
di chi passione ha dato
ma radici forti sostengono la quercia
maestosa la figura del suo cuore,
qui rancore non ha linfa, mai
insinuerà perfidia fra i suoi rami...
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Commenti (2)
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Franca Canfora24 luglio 2008
Bellissimi immagini fanno da cornice a versi intensi e vibranti. Una lirica di grande impatto e molto apprezzata.
mp47pasquino25 luglio 2008
Ho letto con piacere questa poesia, la sento un po' mia spesso da chi mi conosce sono stato associato ad una quercia a causa della forza esteriore ed interiore, penso a chi hai dedicato questa poesia e alla sua soddisfazione. Quando si tratta di sentimenti occorre sviscerarli metterli in poesia se si ha la tua capacità o manifestarli ogni volta che ce ne è bisogno, grazie per le belle parole.
