...innocenze senza voce
mare d’estate, lieve brezza
sul mio corpo
ammortizza pianti di relitti,
ma frastuono rimbomba
in queste amate coste,
urla di rabbia dai fantasmi
porti alla deriva senza alcuna pena,
sospingi l’ultimo alito
di spezzati amori
innocenze senza voce,
fra fame e illusione
a metà del fato
si estinguono due ceri appena accesi,
mani tremanti arse dal dolore
affidano al tuo azzurro placido
speranze stritolate,
giustizia latitante non ascolta,
i tanti occhi stesi al cielo,
imploranti del perché...
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia28 luglio 2008
Versi lenti, dolenti, che esplorano, denunciano... urlano un dramma che sembra lontano, ma riguarda tutti. Piaciuta
