Chiamami bocca di sale
Chiamami bocca di sale,
perché ti porto
le cose preziose del mare,
le stelle lucenti degli occhi
che hanno l'argento riflesso.
Chiamami sirena del sole,
perché mi adagio bagnata sul cuore
per sentire il richiamo del mare.
E mi inchino sul petto lucente
dove le mani stringono sabbia
nel tuo sguardo
che muore impaziente
e sfoga la bocca
la piccola rabbia.
Chiamami bocca di cielo,
perché porto leggero il richiamo
del vento sulle spighe del sole
in un campo di grano.
Che soffiano parole nel cuore,
e mani che stringono mani
si dicon: ti amo.
E le labbra disciolte
hanno perle nascoste
di conchiglie lucenti.
Hanno sguardi impazienti
come il vento d'agosto
che soffia improvviso
nel grano del cuore.
Chiamami bocca di sale,
ti darò le mie labbra in un sogno,
e lascerò che la voglia ristagni
il mio corpo sfinito.
E giocherò a morderti piano
e il tuo sguardo assopito
sotto il cielo pulito
mi dirà ancora: ti amo.
©
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L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria22 agosto 2009
Stupenda questa poesia che ha l'incanto di una antica ballata d' amore. Intensa e suggestiva. Stupenda.
