blues
Incanto e amarezza,
tra sigarette mai fumate.
Dentro cantine dove nessuno si occupa di te,
mentre il blues va.
Entra nelle vene,
ti apre l’anima.
Tristezza e solitudine,
da affogare nella sincerita’ di un bicchiere.
Che non ti tradisce,
che ti prende per mano,
come lo scorrere del tempo.
Minuto dopo minuto.
Nota dopo nota.
Swing.
Tic tac.
Il tempo che passa dimenticato
distrattamente,
su un orologio da tasca.
Fisse cadenze, sempre uguali, mai uguali.
Perché il tempo passato non sarà mai
uguale al tempo che sta per arrivare.
Al prossimo tocco.
Al prossimo pensiero.
Dita che scorrono veloci su corde fedeli.
Scivolano sulla catena dell’orologio.
Vecchio principe mai domo.
Sguardo amico col fuoco negli occhi.
Vecchio,
cosa vuoi dirmi?
Suona,
suona ancora il tuo blues.
Ancora una volta
Ancora per me,
per me che non voglio vivere nel buio di questa notte,
perduta.
Prendimi, distruggimi.
Risorgerò dalle ceneri.
Ceneri di questa vita di menzogna.
Salvami da questa ipocrisia.
Dall’amico creduto sincero.
Dal suo sguardo che si fa sfuggente,
dal mio pugno che sale verso l’alto,
con la sua mano che scappa l’aiuto.
Salvami e prendimi con te,
vecchio.
Suona,
suona ancora il tuo blues.
Fallo salire verso il cielo.
Domina il tempo.
Camminiamo insieme sul quadrante bianco.
Rincorriamo le lancette.
Vola col tempo nel tempo del domani.
©
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