Tutto (non ci sono più)
Prima che il tempo
inizi a scandire il nuovo anno
un abisso di notte
ti ha avvolto.
Non sei stato solo
ma pianto
come Demetra,
rugiada di vita.
Riposto nel sepolcro
di ghiaccio polare
non udrai più pioggia invernale
ne il grigio dei giorni
solitari e dolorosi.
Sarai per sempre
nella notte terrestre,
come tutti,
e non dovrai più sognare
la presenza di Dio
ma nell’immensa luce
sprofondare
il tuo spirito nel suo.
Nel mio tempo spargo il dolore
che germoglirà per altre vite,
mentre pronuncio parole cave
nel tuo nome.
Sento ancora
il tuo respiro al mio fianco
privo di morte
invece
il cielo quella notte,
non aveva più strada da percorrere
e ti ha abbracciato.
E’ bello nascere in questo mondo se
non cerchi troppa felicità, se
ignori l’inferno del vivere, se
non pensi alle bombe, se
resti indifferente mentre
la gente muore di fame, se
riusci a vivere
nell’amore delle cose belle.
Ma infine arriva
E
tutto finisce
tutto.
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Commenti (1)
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Berta Biagini3 agosto 2008
Basta la chiusa per capire che non bisogna attaccarsi alle cose della vita, perché lei tanto arriva prima o poi.
