MURA ed INFERNO

La belva si alza,
il tuono è in burrasca
e un impeto udiva di brutale-
La violenza
è guerriera assistita
il braccio della morte
si pena al tremore cardiaco
e la mano sul bracciolo
si allunga
su questo corrimano
impaziente di soffi d’aria fresca-
L’accusa
è già di letti informatori
la domanda
è adibita al pubblico
e la voce
incoraggia lo spettacolo...
Spennato e senza formicolìo-
Anch’io sono lì
e mi alzo, mi affronto
per far scivolare quell’istante
dalla mia ottica scarica-
Un mio urlo
esce dalla sala
malata
e disperata dai miei resti commossi
con rialzi per domande
che traggono sotto una porta
un respiro inumidito
di chiavi e dottori
mura ed inferno
l’odore infermo
e incomprensioni chiuse in me...
Incoscienti e sgraziate
sulle trame dei morenti-
©
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