La luna sulla collina
Una corona di luce
sbircia la cima dei colli che sembrano
scatole di cartone nel buio.
Ospiti lucenti le stelle
arrossiscono l’attesa
mentre lente fiamme di luce
accendono il paesaggio.
Dolcemente appari
regina dell’antica tristezza
trascinando la veste di sposa
che mai marito potrà osservare
e sola, solenne, allunghi
le tue scarne dita biancastre.
Dipingi di ombre i colli alberati
che appaiono guerrieri a guardia del cammino
e con un colpo cancelli
differenze che prima scorgevo;
di colore più bianco fai il fumo dei fuochi
e la nebbia tra i rovi,
luce che parla il tuo infinito.
Regina della notte
trascini i sogni al crepuscolo,
quelli sospirati alle finestre
che ci accarezzano la vita,
di viandanti e poeti solitari,
che sai mai realizzeremo.
Inondi di nuovi propositi
le passeggiate sul mare,
abbracci le voci vicine e lontane
relegandole tra i ricordi del tempo,
ci baci la fronte senza farti sentire,
solo la differenza dell’animo
riconosce il tuo amore.
I sogni sono il regalo che ti offriamo,
senza baratti e tu sola,
lentamente vieni nella notte
lasciando cadere le stelle in lacrime d’amore.
La notte dolorosa ti vede splendere
mentre raccogli angosce, tristezze, speranze,
disseti di sogni gli umili, estirpi il male dalla vita,
purifichi la terra contaminata dall’odio,
confondi il nord con il sud,
l’oriente con l’occidente.
Distendi la tua luce su orizzonti incerti,
come una madre premurosa
avvolgi il cuore degli uomini
nel mantello leggero dell’amore.
Serenamente,
una brezza leggera ti spinge lenta,
teneramente,
tra le stelle del cielo, velandoti il volto.
Nessuno ti scorge più, nessuno ti nota
quando perdi i contorni e i colori
tra il bianco dell’orizzonte e l’azzurro
che inizia il suo giorno.
©
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