344 lettori online · 363.258 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 12 agosto 2008 · lettura 1 min · 1129 letture

Testamento d'un nascituro

G
Geordie 57 poesie pubblicate
+ Segui
Le macchine sgorgano dalle strade come un’emorragia dell’inferno come vascelli zeppi d’un’umanità ingrata: nel buio lancinante pieghiamo i ginocchi sui freddi marmi della fede; appena il buio si dirada ci rituffiamo nella miserabile superbia della ragione. Oppure, devoti nell’azzurro, ingiuriamo Dio appena esso, a nostro insindacabile giudizio, ci priva di qualcosa o di qualcuno o ci crocifigge a ferri laceranti come una sete inevasa. Nell’uno e nell’altro caso non abbiamo esitazione alcuna nell’attribuire all’incerto la responsabilità di ciò che siamo.
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
L'autore
Geordie
Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Marina Como12 agosto 2008

Asciutto e esente da fronzoli il linguaggio che ben descrive l'inferno della terra: con un occhio all'ipocrisia umana e l'altro al nero del vivere. Ai futuri uomini di una vita che sà di morte, ironia amara il titolo sottolinea, non rimane altro che fare testamento.