giornata tipo
La delizia dell’alba imprigiona
il tempo nell’urna scarlatta,
tetti squamati di tegole
sorridono al sole
come a un amico ritrovato
dopo un viaggio o un litigio.
Freschi aliti di sogni soffocati
percorrono le strade e le cucine profumate.
Gli uomini e i loro cuccioli
s’annuvolano come insetti
sulle sorgenti di luce, luce finta
fasullo riflesso emanato
dalla vernice d’una scarpa
rimasta invenduta.
Le scoperte s’alternano
come fiabe nei timpani
d’un bambino incorrotto:
la civiltà sarà senza tempo.
Senza tempo, non perché eterna,
ma perché troppo occupata:
occupata come colonia
come l’ultima provincia
d’un tiranno invisibile.
Negli acquai del cuore
piatti sporchi si costruiscono in torre
una babele sudicia, un languore torrido
nelle città che nutrimento non ammettono
se non dalla moneta e dalla carne
dove monotonie imbrigliano vite
come la rotaia fa con il treno
come la vena fa con il sangue.
©
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