Il mio lago

La mia vita
abbandono al privilegio
della gioia suprema
che amor dona,
nel mutar del mio tempo
vissi di speranze...
Nel pentagramma muto
il mio canto non affiora,
occhi distratti hanno
hanno sbiadito note
ed io vado a rubare attimi
sulle sponde del tuo lago.
Più aspro è il tuo dolce divenire
e più il rogo incendierà le carni.
Un orda di nembi
si riflettono nelle acque celesti
un paradiso spento
dove volo di angeli è confuso.
Fra le bellezze
ch’io vedo nella tua anima
vi è l’incanto di un fiore:
inaspettato gioiello
che di te s’incanta
il tuo scrigno lo contiene
come reliquia di un sogno.
Ora rimango vergine
ninfa a cullarmi in queste onde
per gustare l’amore
che in te traspare
succhiando il tuo respiro
che mi darà vita
e nell’infinito non ci sarà
fiore più bello se non quello
del mio cuor silente...
CHE T'AMA
©
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