La mia favola

Oggi il mio occhio
inquieto è fisso
sui nostri passi incerti.
Guarda lontano
ma sul selciato
di ciottoli e sabbia
non si vede nessuno...
Si apre dappertutto
occultato cammino
rubando come ladri,
senza né tregua né riposo,
attimi che proiettano
bagliori, nelle tenebrose ricerche:
invidiando la passione
degli amanti che si baciano
sotto le luci dei portoni.
Non possono capire
questo incubo sornione
che vede agitarsi nel luogo
sconosciuto, ove rimane
un groppo di dolore.
Esistono occhi malinconici
che non hanno segreto
medaglioni vuoti
ad ornare anime smarrite
nella mia
un silenzio d'eternità
davanti a un incantesimo
solenne
nella gloria d'amore
che in me ubriaca e senza rimorso
trionfa.
Nell'azzurro cristallo
disperdono tenebre
seguiamo quel miraggio
di un isola dai verdi mirti
nei fiori dischiusi al sole
abbracciati al coraggio
fatto di ombre e raggi,
lì costruiremo fortezza
Divino Angelo
che dono tuo
hai donato
facendo rinascere luce
in un antro spento
non tralasciare il tuo disegno
ricostruisci destino:
che non possa il tempo
fugare questo incanto...
in una favola il resto di vita
io vivrò
©
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